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Fosdinovo

Entrando nel comune di Fosdinovo dalla strada statale Aurelia, nei pressi di Ponte Isolone, si imbocca un viale lungo e rettilineo che, ancora in parte, è circondato da vasti appezzamenti di terreno seminativo delimitati da ulivi e filari di viti; superati alcuni gruppi di case coloniche si intravede la magnifica villa Malaspina di Caniparola, opera tra le più significative tra le storiche residenze nobiliari della regione apuo-lunense. Il nucleo originale, ricavato sopra un antico torrione di avvistamento, fu sviluppato in residenza di campagna alla fine del ‘600 da Carlo Francesco Malaspina, signore del feudo di Fosdinovo e trovò la sua definitiva forma architettonica nel 1724 quando Gabriello V lo abbellì con un loggiato marmoreo sovrastato da un timpano con orologio, una scala a doppia rampa contrapposta a cui si accede dal sottostante giardino all’italiana, e con ampi finestroni balaustrati del piano nobile, in un insieme di grande bellezza ed equilibrio architettonico. Poco distante dalla villa, con le risulte degli sbancamenti occorsi per i lavori di definitiva sistemazione, fu costituita una collinetta artificiale, tuttora visibile, sulla quale furono piantati pregiati vitigni che, come ricorda il Repetti, danno il Montesagna, un liquore squisito. Il loggiato e i saloni interni furono affrescati con decorazioni di volute e fastigi per ampliare il senso della prospettiva e della ricchezza decorativa da Giovambattista Natali, figlio di quel Francesco, noto quadraturista, autore delle decorazioni di Villa Dosi di Pontremoli. La parte retrostante dell’edificio, dove è una splendida meridiana – una delle circa cento presenti sul nostro territorio – è decisamente più raccolta, e si affaccia su di un cortile che guarda la collinetta retrostante. Poco distante dalla villa sorge l’arco di Caniparola, costruzione seicentesca che in passato serrava l’ingresso alla salita per il malaspiniano Castello di Fosdinovo. Lungo la strada provinciale che si arrampica tra gli oliveti verso Fosdinovo permangono suggestivi edifici di campagna, delimitati da muri a secco ed organizzati secondo la tipologia dei rustici agricoli, con l’aia in pietra, le stalle e il piano per la residenza. Ovunque si gode di un bel panorama sul mare e sulla bassa Lunigiana. Fosdinovo sorge imponente sulla sommità del colle, in una organica continuità di costruzioni di origine medievale, racchiuse dala cinta muraria e collegate da camminamenti alla rocca. Il Castello attuale, probabilmente sovrapposto – come sostenuto da Ubaldo Formentini – ad un’opera militare del IX secolo, è uno dei più begli esempi di architettura militare e civile di tutta la Lunigiana. La possente mole che si staglia sulla sommità settentrionale del borgo, si deve probabilmente a Spinetta Malaspina che intorno alla metà del Trecento lo fortificò potentemente secondo i più moderni criteri dell’architettura militare del tempo. L’impianto, a forma quadrangolare con le muraglie a scarpa sovrastate da una torre rotonda, trovò la sua definitiva configurazione architettonica nel Cinquecento, quando nell’interno fu impreziosito dal portico di accesso, dal cenacolo e dall’ampliamento del giardino. Restauri ottocenteschi, compresi gli affreschi del fiorentino Gaetano Bianchi, sostituiscono gli affreschi e le parti distrutte dall’occupazione francese del 1797. L’ultimo conflitto mondiale ha distrutto parte delle fortificazioni esterne che dal loggiato digradavano verso nord. All’interno del borgo sorge il notevole Oratorio dei Bianchi, con la facciata rivestita di marmi bianchi, così come la piccola e misurata piazzetta antistante l’edificio cinta da una balaustra marmorea; infine la chiesa di S. Remigio, notevole per le decorazioni marmoree degli altari, per i bassorilievi e per lo splendido monumento sepolcrale di Galeotto Malaspina, morto nel 1367, opera di tradizione goticheggiante.

Sempre nel comune di Fosdinovo, oltre i già citati monumenti e gli splendidi scorci paesaggistici e agricoli che si incontrano in varia misura su tutto il territorio, ricordiamo Giucano, dove esistono interessanti avanzi del palazzo marchionale e dove è tuttora leggibile la struttura medievale del borgo, Ponzanello sovrastato dal possente castello medievale che fu dei vescovi di Luni, Pulica, l’antica Pullion della tavola di Peutinger, Tendola, con la bella chiesa dall’abside ottagonale e Marciaso che, come i paesi precedenti, mantiene le caratteristiche di borgo medievale murato arroccato su un’erta propaggine a dominare la valle sottostante, purtroppo raso al suolo dalle truppe tedesche durante l’ultima guerra e ricostruito dalla popolazione insieme a numerosi soldati statunitensi di fede mormone i quali, rifiutando le armi per motivi religiosi, si adoperarono incessantemente per aiutare le popolazioni civili colpite dagli eventi bellici.

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